In gravidanza basta l'ostetrica!


Il modello di assistenza alla nascita dominante oggi è quello medico, basato sulla patogenesi, orientato alla patologia. Gravidanza e parto sono quindi considerati eventi potenzialmente a rischio e donna e bambino sani devono dimostrare, sottoponendosi a numerosi esami, di non avere nessuna patologia. La medicalizzazione eccessiva della nascita ha di fatto aumentato le patologie e quindi i rischi. Concettualmente il modello medico nasce dalla considerazione meccanicistica del parto e del corpo umano.

L’offerta medico-tecnologica si coniuga alla perfezione con il moderno stile di vita che richiede garanzie, sicurezza, controllo e che delega la gestione di situazioni difficili a terzi, emarginandole. Il livello tecnologico dell’odierna società fa in qualche modo credere alla possibilità di trascendere la natura.

La natura, nel modello medico-tecnologico, è considerata nemica, imprevedibile, potenziale traditrice, da controllare e correggere. Importante è il risultato, il suo prodotto, che deve essere all’altezza delle aspettative.

La maternità e la nascita, quindi, sono diventate oggetto della medicina da diversi secoli, per cui il modo più sicuro per affrontare la gravidanza ed il parto sono rivolgersi al medico e all’ospedale. Questo comporta che sia le donne sane in gravidanza, ovvero il 90%, che le donne con problemi medici in gravidanza, il 10%, vengano trattate allo stesso modo, senza distinzioni, perché…“Non si sa mai”.

Ma cosa dicono le ricerche scientifiche sul tema sicurezza in gravidanza?

Nonostante gli studi vengano effettuati in ambienti medicalizzati, in cui la fisiologia è assente, negli ultimi anni sono emersi alcuni dati importanti che dimostrano chiaramente che la medicalizzazione danneggia la donna sana in gravidanza.

L’OMS, ormai da anni afferma che “Sono raccomandati, per la donna in gravidanza, modelli di continuità assistenziale a conduzione ostetrica, in cui un'ostetrica conosciuta, o un piccolo gruppo di ostetriche conosciute, supporta la donna lungo il continuum di cura prenatale, intrapartum e periodo post-natale, in ambienti dove ci siano programmi di ostetricia efficaci”.

Non esiste una sola ricerca che dimostri che l’assistenza dell’ostetrica a donne a basso rischio, cioè sane, dia esito peggiore rispetto a quella del medico. Tutte le ricerche comparative tra assistenza del medico e assistenza dell’ostetrica dimostrano una maggiore soddisfazione e una maggiore autostima nelle donne seguite dall’ostetrica.

L’assistenza di base dell’ostetrica risulta quindi sicura quanto o più rispetto a quella del medico, sempre, s’intende, per le donne sane. Inoltre l’assistenza dell’ostetrica produce minori interventi nel parto e maggiore soddisfazione dell’esperienza. Non si tratta di porre in competizione il medico e l’ostetrica, ma di impiegare le abilità professionali di ciascuno in modo specifico e in risposta a bisogni precisi e distinti.

Il modello di assistenza proposto a livello mondiale è quello della Midwifery che prevede:

  • L’ostetrica come professionista specifica e prioritaria di riferimento per il percorso della maternità;

  • La continuità dell’assistenza e del sostegno;

  • Il protagonismo della donna;

  • L’assistenza personalizzata.

La continuità dell’assistenza permette di educare verso la salute. Crea lo spazio per attivare le risorse endogene delle donne, l’elemento di maggiore sicurezza per la loro salute e quella del loro bambino. Le risorse endogene permettono un ottimale adattamento ai cambiamenti biologici ed emozionali, costanti durante le varie fasi della maternità. Apertura, cambiamento, vulnerabilità, adattamento che vive ogni donna durante il percorso di maternità richiedono contenimento, accompagnamento, guida, conoscenze, rispetto. L’ostetrica è la professionista specifica per questo accompagnamento, poiché le sue competenze professionali riguardano l’assistenza di base alle donne in salute e il sostegno relazionale e saluto genico alle donne con patologie, affidate al medico per le cure secondarie o specialistiche.

La messa in pratica di questi quattro punti, integrati dai principi della saluto genesi e da un modello fisiologico di assistenza, permette di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Riportare le gravidanza sane dall’attuale 40-60% all’85-95% indicato dall’OMS;

  • Riportare il parto naturale senza alcun intervento medico dall’attuale 4% almeno al 75-80%;

  • Ridurre i tassi di taglio cesareo, induzioni, prematurità, aborti, gestosi, depressione post partum, sindromi da stress postraumantico da parto;

  • Incrementare l’allattamento al seno (fino al 98% a 6 mesi e all’80%oltre l’anno);

  • Migliorare la qualità della salute e della vita;

  • Facilitare i processi del legame in una prospettiva a lungo termine;

  • “potenziare” le donne e le ostetriche.

L’ostetrica è l’unica professionista con competenze sia per la gravidanza, il parto e il dopo parto, sai per la madre sia per il bambino, ed è quindi in grado di seguire tutte le fasi del percorso della maternità.

Il sostegno e la continuità dell’assistenza da parte dell’ostetrica rappresenta la “tecnologia” più efficace e sicura per incrementare gli esiti positivi sia per la madre sia per il bambino.

Il modello della Midwifery, one to one, dovrebbe essere il modello assistenziale ottimale da raggiungere.

Fonti: Venire al mondo e dare alla luce – percorsi di vita attraverso la nascita, Verena Schmid

Salute e nascita – la saluto genesi in gravidanza, Verena Schmid

WHO recommendations on antenatal care for a positive pregnancy experience, World Health Organization

#ostetrica #gravidanza #midwifery #raccomandazioniOMS

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