FIGLIO DELLA LUNA

Conosco C. ad agosto a circa 24 settimane, tramite due colleghe, e dopo quasi un mese partecipa insieme al compagno M. al corso di accompagnamento alla nascita. Aspettano il loro primo maschietto e lo chiameranno L.. Sono molto curiosi e sensibili e, dalle informazioni che ricevono al corso, capiscono di voler qualcosa di diverso per la nascita del loro piccolo. 

Non hanno ancora deciso dove far nascere L., ma è bastato capire le loro priorità rispetto al parto e alla nascita, che la scelta è venuta da sé.

Alla fine di un incontro del corso pre-parto, mi fermano per parlarmi e mi spiegano che lei e il M. vorrebbero un accompagnamento in ospedale, con l'intenzione, di passare la maggior parte del travaglio a casa e partire solo quando ben avviato. Un’amica di C. aveva fatto la stessa esperienza mesi prima, a Milano, e le aveva raccontato di essersi trovata benissimo.

Le settimane passano ed io C., M. e L. abbiamo la possibilità di conoscerci sempre più a fondo e di instaurare un giusto rapporto di fiducia. Misuriamo la pancia, ascoltiamo il battito del bimbo, tutto procede bene.

A 35 settimane stilano il loro piano del parto, ci tengono che anche io gli dia un’occhiata, e lo consegnano la settimana successiva: alcune procedure vengono effettuate di routine, altre vengono completamente negate, altre vanno richieste ufficialmente. Tuttavia sono molto soddisfatti di com’è andato il colloquio con ostetrica e ginecologo e si convincono ancora una volta di aver scelto l’ospedale più giusto.

 

Il giorno previsto per la nascita di L. è il 19 dicembre.

 

I giorni passano ed il sabato successivo ci vediamo per una visita a 36+5: tutto procede nella norma, tutto si sta avviando verso la nascita. Noto dei segni del termine di gravidanza e, a quasi 37 settimane compiute, credo che L. non ci metterà molto a nascere!

 

Lunedì 28 novembre mi viene in mente che proprio un anno prima, la notte tra il 28 ed il 29 novembre, alle 00:15 circa, F. mi chiamò che aveva rotto il sacco. Avevo uno strano presentimento, sentivo che sarebbe successo qualcosa anche quella notte, proprio come un anno prima. Tra l’altro il 29 novembre ci sarebbe stata la Luna Nuova! Così, ascoltando il mio istinto, vado  a letto presto, per essere pronta e riposata qualora C. mi avrebbe chiamata.

 

Infatti il 29 novembre alle ore 00:30 squilla il telefono: è M. che mi dice che C. ha rotto il sacco e inizia ad avere delle piccole contrazioni sopportabili. Gli chiedo di risentirci dopo un’ora per aggiornarci; io, nel frattempo, con calma, inizio a prepararmi e dopo mezz’oretta li chiamo per avvisarli che sto per raggiungerli.

 

Circa 20 minuti dopo sono  lì da loro.

Trovo C. in piedi, le contrazioni si sono ravvicinate e si stanno intensificando e C. riesce a gestirle con il movimento ed il respiro.

Alle ore 2:00 la visito: il sacco è rotto, dilatazione di 1-2 cm e la testa di L. è ben impegnata.

 

 

Andiamo in salotto, C. è molto tranquilla, c’è un’aria molto serena intorno a noi. Le propongo di utilizzare la palla e le offro dei massaggi.

Le contrazioni si regolarizzano. Le piace stare seduta sulla palla e ruotare il bacino le dà sollievo sotto contrazione. Ascolto il cuoricino del piccolo L. mentre M. accarezza la pancia a C. e sussurra qualcosa a L.

Arriva una contrazione. Beviamo una tisana. Una nuova contrazione, C. respira, io e M. le massaggiamo le gambe. Ancora un sorso di tisana per riprendersi. Altra contrazione. Due risate insieme per riprendere le energie.

 

M. e C. mi raccontano come avevano trascorso una giornata “normale” e che mai si sarebbero aspettati che da un momento all’altro L. decidesse di nascere.

 

Le contrazioni stanno diventando sempre più intese. Sanno che, per determinati motivi, non possiamo restare a lungo in casa, così alle 4:00 decidiamo insieme di valutare la situazione per regolarci sul da farsi.

Era a 3-4 cm e la testina di L. stava scendendo.

Decidiamo di trasferirci in ospedale e dopo circa 30 minuti eravamo lì: dilatazione quasi completa.

 

Con il cambio del turno, alle 7:00 arriva un’altra ostetrica, dolce, proprio quella con cui avevano discusso il piano del parto e C. si sente più serena. Inizia a spingere in posizione accovacciata e sente che L. si sta facendo strada. Ci siamo quasi.

 

Ci trasferiamo in sala parto, qualche spinta ancora ed ecco che alle 8.36 del 29 novembre L. si affaccia alla Vita con i suoi 3.180 gr.

 

L. aveva deciso di nascere con netto anticipo rispetto al “previsto”, sorprendendo tutti!