IL PARTO DI UNA MAMMA LUPA

Alle 7:45 del 22/03/2017 ricevo una chiamata da C. che mi dice di iniziare ad incamminarci perché “questa volta ci siamo”. Erano giorni che, durante la notte, e per circa due ore, aveva contrazioni intense ma che si rivelavano solo preparatorie. Ma queste erano quelle giuste.

Mi preparo il più velocemente possibile e vado a prendere la mia collega M. che nel frattempo avevo allertato. Avevamo quasi due ore di strada da fare e siccome C. era al terzo figlio, dovevamo sbrigarci!!!

Arriviamo da loro alle 9:40: C. era in vasca da bagno immersa in acqua calda, con contrazioni frequenti, brevi ma intense che riusciva a cavalcare vocalizzando. È successo proprio come voleva, di mattina, quando gli altri due bimbi erano a scuola.

C. è una donna forte, sa quello che vuole. È in connessione e in ascolto del suo corpo e della sua piccolina. Non vedono l’ora di conoscersi!!!  Anche la sua seconda bambina è nata tra le mura di casa, dopo la prima esperienza in ospedale che C. ricorda come traumatica. Quindi, sin dal test positivo, hanno scelto il parto in casa anche per la piccola L.

Ascoltiamo il cuoricino della bimba: 110 battiti al minuto, perfetto!!!

Mentre la mia collega va a sistemare le cose che ci sarebbero potute servire per il parto, io e C. vocalizziamo insieme durante le contrazioni. Mi chiede di uscire un attimo dal bagno, io accolgo e rispetto la sua richiesta, so quali sono i suoi bisogni e quindi le lascio la sua intimità. Di là in cucina C., il compagno, ci avevamo preparato un ottimo caffè!

C. e C. sono insieme in bagno.

Non facciamo in tempo a finire di bere il caffè e sentiamo C. vocalizzare con energia e potenza, ma è un suono che ci dice anche che…L. sta per nascere! Così ci avviciniamo al bagno ma senza entrare: C. si definisce una “lupa” e ha bisogno di riservatezza, “sa che siamo qui, se vuole ci chiama” penso.  Al di là della porta sentiamo C. chiamare la sua piccolina “Forza L., dai esci fuori”, le dice. Non mi meraviglierei se partorisse da sola con C., le sue intenzioni iniziali erano quelle di fare un parto non assistito!

Ma ad un tratto, dal bagno, sentiamo “chiamale” e in un istante entriamo: C. è in piedi davanti al bidet e la testina di L. è già fuori. Non appena ci avviciniamo, un’altra contrazione e L. nasce!!!

22/03/2017 h10.15

La prendo a mani nude (non avevo fatto in tempo a mettere i guanti) e la porto al seno della sua mamma! Un solo vagito e poi solo tanto amore, tanta ossitocina, tanti dolcissimi sguardi tra lei e la sua mamma!!!

C. ci aveva visto lungo: “la piccola si chiamerà L. e nascerà nel giorno del suo Santo protettore”!

Ci trasferiamo in soggiorno e dopo circa 20 minuti nasce anche la Placenta. C. si stende a letto per riposarsi un po’ mentre la piccola L. assapora il dolce colostro. Intanto io, la mia collega M. e il papà di L. sistemiamo la Placenta, che è ancora attaccata al corpicino caldo della piccola, con fiori di campagna e sale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nei giorni successivi L. allatta al seno e cresce a vista d’occhio, coccolata e adorata dai genitori, dal fratellino T. e dalla sorellina L., tutti innamoratissimi di lei.

Questo parto si conclude il 19/05 con il rito di chiusura con il Rebozo: C., L., noi ostetriche e due care amiche tutte intorno alla neomamma per donarle una chiusura fisica ed emotiva, verso una nuova apertura, verso un nuovo femminile.